Non si faccia di tutt’erba un fascio

Grande clamore ha suscitato in questi giorni la notizia del sequestro operato dalla Guardia di Finanza dell’area di 6000 mq situata dentro la riserva naturale della Sentina, presso la foce del Tronto, per gravi abusi ambientali.

Da più parti l’Associazione Sentina è stata sollecitata, dai propri iscritti e non, a pubblicare un “distinguo” nei riguardi della persona titolare del contratto di affitto del casolare e dell’area interessata dal sequestro, tale signor A.R.

Laparcheggio completo persona che è stata oggetto di indagini da parte della Guardia di Finanza e del conseguente sequestro per reati ambientali“, ci fanno sapere da più parti, “nulla ha in comune con il tessuto sociale della Sentina e con la storia di questa terra, fatta di famiglie che da sempre si sono distinte per la dedizione al lavoro svolto nei campi, la generosità e l’altruismo, non certo per vicende che gettano discredito su tutta la Sentina e i suoi abitanti

Naturalmente per vivere ed operare nella Sentina, aggiungiamo noi dell’Associazione, non bisogna avere particolari requisiti, basta semplicemente farlo nel rispetto delle leggi dello Stato e della civile convivenza, come in tutte la parti del mondo democratico; tuttavia ci sentiamo solidali con le persone che nella Sentina vivono e operano da anni, alcune da più generazioni, che si sentono particolarmente colpite da questa incresciosa vicenda, temendo che, come da (mal)costume, si faccia di tutt’erba un fascio e si finisca per affibbiare inopportune etichette.

Per puro dovere di informazione, possiamo aggiungere che la persona a cui si fa riferimento è titolare del contratto di affitto, stipulato dal comune di Ascoli Piceno, solo dal 2001 e che effettivamente fino ad allora non aveva mai operato nella zona Sentina.
Tra l’altro l’attività intrapresa dal signor A.R. non sembra corrispondere esattamente a quella per cui il fondo rustico è destinato (a cui gli altri affittuari si attengono), ossia la semplice attività agricola.

 

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