Sentina anche risorsa turistica

Il 13 gennaio l’Associazione Sentina ha partecipato alla prima riunione, convocata dal consorzio turistico “Riviera delle Palme” nella sede dell’istituto di ricerca scientifico-ambientale A.ST.E.RI.A nell’ambito del progetto “Gli operatori turistici riscoprono la Riviera delle Palme”, partendo dal tema “Parchi naturali e Benessere”.

Per l’Associazione Sentina era presente il vertice al completo, ossia Albano Ferri (presidente), Sonia Marinucci (vicepresidente) e Mirco Pavoni (segretario)

Presenti anche Legambiente di San Benedetto con Lina Lazzari, il Presidente di Asteria Dante Bartolomei, il Direttore di Asteria Luca Tarquini e Camillo Di Monte, Presidente dell’Eurispes Marche, Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali che si occuperà, al termine degli incontri previsti dal progetto, della realizzazione del Libro Bianco.

Di seguito l’intervento operato dal presidente Albano Ferri, rivolto ad una vasta platea di giornalisti, operatori del settore turismo e studenti del IV anno dell’Istituto alberghiero.

“Come tutti sapete la Riviera delle Palme è uno dei posti più belli d’Italia (e l’Italia è tra i più bei posti al mondo). Vi è il mare pulito e una spiaggia invidiabile. Ci sono bellissime colline a poche centinaia di metri, ricche di storia e di cultura. Il clima è incantevole. La gente è gradevole e cordiale, la cucina ottima e salutare.

Sono queste le parole che normalmente vengono indicate negli opuscoli o negli spot che reclamizzano la riviera delle palme. Cosa può dunque pretendere di più un turista che deve scegliere il luogo di vacanza per se e per la famiglia? Un turista che magari vive in una grande città, una metropoli dove il sole si vede poco e male perché è oscurato dalla nebbia e dallo smog, è stressato da ore di code trascorse quotidianamente sulla tangenziale per recarsi al lavoro, che mangia spesso nei fast food e che sogna tutto l’anno di potersi godere due settimane di completo relax insieme alla moglie e ai bambini (teniamo conto che a S. Benedetto la forma di turismo più diffusa è quella a carattere familiare)?

Di più può semplicemente pretendere che, dopo aver trascorso l’intera mattinata in spiaggia, a giocare a beach volley, a fare nuotate al largo o sgambate in pedalò, nel pomeriggio, verso le cinque (dopo la pennichella), possa allontanarsi dal can-can e dal frastuono della spiaggia per ricaricare le pile e scaricare la testa.

E come fare?

Si può passeggiare sul lungomare appena rimesso a nuovo. E’ indubbiamente una buona scelta. Si può visitare un centro commerciale? Beato lui, magari, qualcuno si rilassa anche così. Si può andare in pineta o al centro a fare shopping.

Ma se si ha voglia di passeggiare, a piedi o in bicicletta lontano dalle auto, dai loro clacson e dagli scarichi, senza il rischio che i bambini vadano a finire addosso a qualcuno che torna dalla spiaggia intontito dal sole e attraversa senza guardare?

Se si ha voglia di immergersi in un ambiente diverso da quello classico estivo, un ambiente naturale, accogliente e sereno, dove si possa passeggiare senza essere disturbati da chi va di fretta?

Oppure se voglio portare i bambini a vedere gli animali delle fattorie, quelli che altrimenti vedono solo in televisione: le mucche, i conigli, le oche, i pulcini, i maialini?

Se sono appassionato di bird-watching e voglio passare una giornata ad osservare e fotografare le specie che sostano nella zona?

Se mi piacciono i fiori e le piante che crescono spontaneamente?

Se voglio vedere come è fatta la liquirizia, visto che in riviera tutti ne parlano ma nessuno sa dov’è?

Se in definitiva, come recita il nostro motto, voglio trascorrere un momento di serenità e spensieratezza tra il profumo dei fiori, il volo degli uccelli e il dolce brusio del mare” ?

Dove andare?

Credo abbiate capito che stiamo parlando della Sentina. E credo anche che possiate rendervi conto, già solo con questa breve disquisizione, dell’immensa potenzialità della Sentina per tutta la riviera.

Ed ho solo decritto uno scenario di turismo estivo, quello tipico della riviera, che va da giugno ad agosto. Immaginiamo anche la nuova potenzialità rappresentata dal turismo alternativo, ad esempio quello primaverile delle scolaresche in gita nel parco, oppure quello di nicchia degli appassionati del bird-watching.

Non credo proprio di dire una novità quando parlo della sempre più crescente ricerca, da parte dell’utente, del turismo alternativo, quello orientato al benessere psicofisico.
E’ evidente a tutti che il futuro del turismo volge verso i parchi e le aree che conservano un habitat naturale.

Al fianco delle foto del lungomare, del faro, del molo, degli hotel, delle specialità gastronomiche, delle sagre tipiche del piceno e del teramano, della Quintana, immaginiamoci anche quelle della riserva naturale della Sentina e pensiamo a quale grande opportunità è data agli operatori del settore che possono offrire al turista un ventaglio di offerte così ampio.

Quale altra città turistica può vantare tutte insieme queste opportunità? Quale altra città sul mare può avvalersi di un parco di 170 ettari che, badate bene, non è “a soli pochi chilometri di distanza”, ma è dentro la città, è parte integrante della città?. Mi viene in mente solo Manhattan con il suo Central Park, ma di certo Manhattan non ha il clima di San Benedetto e poi credo che andarci in vacanza costi qualche euro in più.

Fin qui la potenzialità, appena accennate, della riserva della Sentina. Ma oggi in questa sede, all’inizio di un lungo percorso, è doveroso chiedersi: qual’è lo stato dell’arte della riserva? Possiamo già fruire, a livello turistico, della Sentina?

La risposta è: no.

Dire che si è all’anno zero forse è eccessivo, almeno esiste una delibera regionale, uno statuto della riserva e tanta buona volontà da parte nostra e delle associazioni ambientaliste in generale e questo incontro ne è testimonianza. Tuttavia affinchè ciò che abbiamo ipotizzato si possa trasformare in realtà, è necessario lavorare sodo PER la riserva e soprattutto NELLA riserva.

Bisogna lavorare sodo per la riserva perché occorrono molti fondi e poche chiacchiere. Non basteranno certo quelli stanziati annualmente dalla Regione Marche, bisognerà cercarne e trovarne degli altri.

Bisogna lavorare sodo nella riserva perché così com’è non è godibile e tanto meno fruibile.
Noi uomini e donne dell’associazione, nella Sentina ci viviamo. Ci siamo nati, ci sono nati i nostri genitori e di alcuni anche i nonni. Ci hanno raccontato che la Sentina ha conosciuto tempi migliori. La Sentina era molto più bella di come è ora.

C’erano alberi, molti alberi, specialmente lungo le strade. Offrivano ombra e ristoro. Le strade erano tenute bene, non vi erano buche e fango come quelle di oggi che ne consentono la percorrenza solo ai fuoristrada, vi si andava tranquillamente a piedi e in bicicletta. Oggi è impensabile condurre un portatore di handicap in quei luoghi.

I fossi e i canali di scarico delle acque erano puliti grazie agli interventi continui di manutenzione operati dai contadini (e che nessuno ora fa più) e di conseguenza le zanzare stavano solo dove era naturale che fossero. C’erano laghetti naturali pieni di pesci e innumerevoli specie di uccelli, migratori e stanziali.

Come detto, noi nella Sentina ci viviamo e possiamo dunque toccare con mano quanto lavoro c’è da fare affinchè la Sentina torni ad assomigliare a quella dei nostri nonni. Ci piacerebbe addirittura che tornasse migliore ed è per questo obiettivo che ci siamo costituiti in Associazione Sentina.

E vogliamo sottolineare ancora una volta, anche in questa sede, dopo averlo già fatto nei confronti di chi è chiamato a dirigere la riserva, quali sono secondo noi gli interventi da realizzare prima possibile affinchè la Sentina diventi un luogo godibile e fruibile nel rispetto della flora, della fauna e delle persone che ancora ci vivono e che della Sentina sono l’anima.”

Sono stati poi ribaditi quali sono, secondo l’associazione, gli interventi più urgenti affinchè la riserva possa diventare fruibile anche dal punto di vista turistico.

Tra gli interventi immediati:

  • Far partire un piano di protezione dell’area della riserva dall’erosione marina e in particolare intervenire immediatamente a protezione del casolare del 1500 minacciato dal mare ormai a ridosso.
  • Organizzare un incontro con le persone che risiedono nella riserva e nelle immediate vicinanze per divulgare gli scopi della riserva e per chiedere la collaborazione della cittadinanza nella conduzione.
  • Tabellare l’area della riserva, specialmente nei punti di accesso, con indicazioni e mappe che descrivano la composizione della riserva (le varie fasce) e i limiti di acceso.
  • Effettuare la pulizia dei fossi e dei canali di scarico con particolare attenzione al fosso scolmatore che segna il confine della riserva con il paese.
  • Sistemare le strade all’interno dell’area della riserva affinché siano percorribili a piedi, in bicicletta, dai portatori di handicap.
  • Ripristinare le essenze arboree (siepi ed alberi) lungo le strade principali della riserva; Imporre limiti stradali per limitare la velocità dei veicoli autorizzati al transito.
  • Intensificare i controlli atti ad impedire il transito dei veicoli non autorizzati e l’uso scorretto del territorio (scarico rifiuti, decollo e atterraggio velivoli, pascolo nella zona integrale, ecc.) .
  • Ripristinare l’accesso alla foce del fiume attraverso la riapertura del tratto stradale adiacente !’argine, attualmente chiuso da cumuli di detriti e steccati.
  • Sanare alcune situazioni non compatibili con lo status di riserva (baracche,roulotte,depositi materiali da rottamazione, recinzioni).
  • Creare percorsi specifici e punti di osservazione per accogliere appassionati visitatori.

Altri gli interventi da pianificare successivamente.

 

 

10 repliche

  1. Sonia scrive:


    Ciao Lucio,
    rendere un minimo la Sentina fruibile con percorsi adeguati, una tabellazione che indichi che è una Riserva Naturale e la lotta all’erosione marina (altrimenti ce la perdiamo!!!), sono tutti prgetti che sono in cima alla lista degli impegni che si è preso il comitato di indirizzo e il comune di San Benedetto del Tronto.
    Noi aspettiamo, speriamo non troppo……
    A presto

  2. Lucio scrive:


    Non si potrebbe cominciare a pulire e sistemare qualche percorso, mettere qualche tabella in legno e favorire la fruizione della Sentina? Con ridottissime spese si potrebbe godere già da subito del Parco!

  3. Amministratore (l’autore del blog) scrive:


    Carissimo Lucio,
    Innanzitutto grazie per il tuo interessamento alla Riserva Naturale, non possiamo che essere daccordo con quanto tu proponi. Riguardo alla pubblicazione della ricerca degli studenti di architettura, dobbiamo prima visionarla e poi decideremo come e quando inserirla nel ns sito web.
    Saluti,
    Associaizone Sentina

  4. Lucio scrive:


    Come possimao fare per pubblicare il lavoro di ricerca degli studenti di architettura Amabili, Polidori e Scarpantonii?
    Lucio
    www.abruzzoinbici.3000.it

  5. Gianluca Amabili scrive:


    Qesta della pista ciclabile all’interno di un parco dimanico naturalistico e culturale rappresenta una grande occasione per il piceno ed il vicino teramano. La possibilità di reinserire l’agricoltura bio, essenze vegetali ad alto fusto ed arbustive autoctone,creare centri di studio, un orto botanico ed orti da fare gestire agli anziani, la viabilità migliorata per le bici ma anche per chi ha handicapp fisici, il ripristino degli edifici storici “absidato” in primis che ho appreso grazie al prezioso lavoro di ricerca effettuato dagli studenti di architettura Amabili,Polidori e Scarpantonii mi fanno ben sperare.
    Solo la conoscenza potrà sensibilizzare la popolazione.NON LA MORALITà.
    La conoscenza è il diretto frutto dell’amore, voi che ci siete nati amate e conoscete bene la sentina. Possiate trovare la forza e le idee per promuovere la conoscenza e quindi l’amore per questa pianura salmastra.

  6. Lucio scrive:


    Vi segnalo il seguente articolo che informa sulla possibilità di un collegamento delle Marche con l’Abruzzo attraverso un ponte ciclabile alla foce del fiume Tronto. Quindi un collegamento tra la Sentina e Martinsicuro:
    http://www.sambenedettoggi.it/2006/07/20/ponti-sul-tronto-accordo-fra-san-benedetto-e-martinsicuro/

    Lucio
    Abruzzoinbici: http://xoomer.alice.it/abruzzoinbici

  7. Lucio scrive:


    Pensate che la Sentina si trova in un punto strategico della rete di ciclabili nazionali chiamata BicItalia: http://www.bicitalia.org/

    La Sentina si trova esattamente nel punto in cui la poderosa pista ciclabile di 1000 km chiamata “Corridoio Verde Adriatico” (il ramo n. 6 di BicItalia che va da Ravenna a Santa Maria di Leuca) prevede una diramazione verso Roma correndo lungo gli argini del Tronto per decine di chilometri (in pratica il ramo n. 9 di BicItalia).

    Occorre far sapere agli amministratori che esiste questo progetto nazionale che tra l’altro si raccorda con un progetto europeo chiamato Eurovelo: http://www.ecf.com/14_1 oppure http://it.wikipedia.org/wiki/EuroVelo

  8. Sonia scrive:


    Nell’ambito del progetto del Parco Marino Piceno c’è l’ipotesi (non so a che punto è lo studio di fattibilità) di un collegamento Marche-Abruzzo con una pista ciclabie tramite un ponte in legno. Tale collegamento (Giulianova-Pedaso) prosegue verso ovest dalla Sentina per arrivare fino ad Ascoli attraversando tutti i vari paesini. Fatta tutta questa strada c’è poi il Parco dei Sibillini, Monti della Laga etc…..
    Ciò che si vuole sviluppare è il turismo eco-compatibile ed eco-sostenibile, io direi che è un ottimo veicolo per valorizzare dal punto di vista sociale ed ambientale un territorio (Marche - Abruzzo) ricco di bellezze naturali ed architettoniche.
    Saluti
    Sonia

  9. AdBascoli scrive:


    E’ giusto quello che dice Lucio…
    La Sentina dovrebbe essere il “valore aggiunto” della pista ciclabile del fiume Tronto, il giusto punto di incontro tra il Parco Marino e il Parco fluviale del Tronto.
    Saluti da Alessandro

  10. Lucio scrive:


    Avete preso in considerazione il fatto che la Sentina si dovrebbe al più presto congiungere con una ciclabile che risalga l’argine sinistro del Tronto verso le già esistenti ciclabili di Monsanpolo, Spinetoli, Colli del Tronto e poi Ascoli?
    Saluti da Lucio
    Abruzzoinbici http://xoomer.alice.it/abruzzoinbici